Delia è giunta ad una conclusione.
Una conclusione irosa che potrebbe risultare un po' cruda, ma è la realtà dei fatti: i genitori che meritano i loro figli e ne sono fieri, finiscono con il perderli. I genitori che non si meritano i figli che hanno, malgrado tutto continuano ad avere la possibilità di averli accanto e di vederli crescere e farsi strada nella loro quotidianità.
Delia è giunta a questa conclusione dopo aver appreso della morte di due giovanissimi dello starsystem italiano: il motociclista Marco Simoncelli e l'attore Damiano Russo.
Entrambe giovani, belli, talentuosi e amati da chiunque avesse dei contatti con loro, hanno lasciato un vuoto nelle loro famiglie che non potrà mai essere colmato. Perché il posto che occupavano era stato pensato solo ed esclusivamente per loro.
La loro morte, mi ha portato a riflettere e mi ha dato la conferma che non esiste alcun tipo di giustizia, né terrena né ultraterrena.
Quando apprendi della morte di giovanissimi - famosi e non - i quali hanno una famiglia alle spalle che li ama e sostiene, che hanno avviato una propria carriera lavorativa, che donano immense soddisfazioni, sorge spontaneo pensare che il Dio a cui rivolgiamo le nostre preghiere, in realtà sia solo un bambinone che si diverte a giocare con il suo set di casa delle bambole.
Non voglio risultare blasfema, io credo nell'esistenza di Dio ma, da qualche hanno a questa parte, ho cominciato a dubitare della sua immensa misericordia.
Dov'è quando ad un bambino viene usata violenza?
Dov'è quando una ragazzina sparisce nel nulla e poi viene ritrovata assassinata?
Dov'è quando l'ennesimo bambino che nasce dovrà crescere di stenti?
Dov'è quando un giovane viene travolto da un automobilista ubriaco?
Dov'è quando un giovane comincia a perdere il controllo della sua moto?
Dov'è quando i suoi figli minori hanno bisogno di aiuto?
Quelle famiglie meritavano i loro figli, li amavano e hanno fatto di tutto per sostenerli e non fargli mancare mai niente - nel limite delle loro possibilità. Allora perché, mi domando, sono stati strappati alla vita cosi presto?
Ci sono genitori che non hanno nessun riguardo nei confronti dei loro figli, egoisticamente pensano che gli siano stati dovuti e che quindi sfamarli e vestirli sia già abbastanza - quando lo fanno.
Delia fa parte di uno di questi figli.
Uno dei suoi due genitori non si cura molto della salute dei suoi figli. Pensa che se stanno bene fisicamente, allora non gli serva più niente.
E allora si comporta come cavolo gli pare, fa i suoi "porci comodi" e pretende che questi figli di cui non si cura, si curino di questo genitore e si preoccupino di non farlo sfigurare quando escono nel mondo.
La gente che mormora deve pensare che abbia fatto un ottimo lavoro con questi ragazzi, nessuno deve permettersi di dire che sono dei ragazzacci. Ci perderebbe la faccia e la reputazione, il genitore.
E allora mi domando... perché?
Perché chi ha dei figli e li ama, finisce con il perderli?
Perché chi dei figli ne fa solo un vanto di capacità riproduttiva, continua ad averli al fianco?
Il Delirio della Sirena
lunedì 31 ottobre 2011
lunedì 3 ottobre 2011
Vagito: ritorno alle origini
Questa volta, come mai prima, Delia ha desiderato davvero tanto tornare alle origini.
Ha desiderato di poter tornare al suo primo pianto.
Al vagito primordiale.
Avete presente il pianto di un neonato subito dopo aver abbandonato il caldo utero materno?
Ecco, Delia ha desiderato disperatamente poter rivivere quella sensazione.
Ed era pure ad un passo dal farlo, a dire il vero.
La sua vita è stata ad un passo dall'essere completamente stravolta.
Senza paura, né rimpianto avrebbe accolto quella che sembrava l'inizio di una nuova esistenza.
Delia ci ha creduto davvero.
Questa volta ha pensato davvero che avrebbe messo un bel punto e sarebbe andata a capo con una bella e nuova lettera maiuscola.
Ma non è successo.
E il vagito che doveva simboleggiare un ritorno all'origine di tutto, è stato solo l'ennesimo pianto delirante e disperato...
Ha desiderato di poter tornare al suo primo pianto.
Al vagito primordiale.
Avete presente il pianto di un neonato subito dopo aver abbandonato il caldo utero materno?
Ecco, Delia ha desiderato disperatamente poter rivivere quella sensazione.
Ed era pure ad un passo dal farlo, a dire il vero.
La sua vita è stata ad un passo dall'essere completamente stravolta.
Senza paura, né rimpianto avrebbe accolto quella che sembrava l'inizio di una nuova esistenza.
Delia ci ha creduto davvero.
Questa volta ha pensato davvero che avrebbe messo un bel punto e sarebbe andata a capo con una bella e nuova lettera maiuscola.
Ma non è successo.
E il vagito che doveva simboleggiare un ritorno all'origine di tutto, è stato solo l'ennesimo pianto delirante e disperato...
sabato 3 settembre 2011
La casa degli orrori
In ogni film horror che si rispetti, il luogo del massacro è una casa. O comunque un luogo in cui poter permanere abbastanza a lungo da essere fatti a pezzi dal killer mentalmente disturbato di turno.
Questo accade negli horror movie, appunto.
Nella vita reale, una tipologia di "casa degli orrori" è quella di alcune persone facoltose e con il portafogli ad organetto.
Queste persone, hanno cosi tanti soldi, che non sanno cosa farne cosi cominciano a spendere a dismisura.
E dopo aver comprato 3/4 automobili, 2/3 motociclette, 9/10 case in giro per il globo, l'ultimo modello di I-phone, di I-pod, di I-pad e tutti i prodotti di elettronica esistenti, si danno alle spese "non-sense".
Nella fattispecie arredamento pacchiano e dal gusto decisamente discutibile.
Come mai quest'argomento?
Beh, Delia ieri e oggi ha accompagnato la sua mamma sul posto di lavoro. Ella si guadagna il suo meritato stipendio, facendo quello che una riccona sfondata e con la puzza sotto il naso non vuole fare all'interno della sua casa e per se stessa, ovvero le faccende domestiche.
Quindi, giacché la mamma di Delia non può permettersi di perdere il suo lavoro, si è portata la figlia con sé per farsi dare una mano.
Arrivate a destinazione, Delia si è guardata intorno ed ha pensato che dall'esterno la villa - circondata da tutto quel bel prato verde e curato - fosse favolosa... ovviamente avrebbe fatto meglio ad attendere di aver visto l'interno prima di formulare qualsiasi tipo di apprezzamento riguardante la suddetta...!
Insomma, la faccio breve, una volta entrata lo scenario che le si è parato davanti è stata non una graziosissima cucina, ma un insieme di paccottiglia ad adornare le pareti!!!
Varcata la soglia di questa cucina, ha scoperto il resto della casa-incubo.
Dopo una dispensa e un wc, un pianerottolo e delle scale in entrambe le direzioni: salita e discesa.
Ben presto Delia ha fatto la conoscenza dei 3 piani più mansarda della casa, dei 6 wc, della cantinetta, del giardino d'inverno, dei due studioli, dell'immensa camera da letto, della cameretta di una figlia (ormai residente nel nord Italia), della cameretta del figlio trentenne (residente in Australia) e dell'annesso salottino - compresa di batteria e due librerie con l'intera collezione del fumetto "Dylandog" - dell'immenso salotto in cui fanno bella mostra di sé persino antiche anfore giganti di chissà quale periodo storico e un quadro che credo sia possibile attribuibile al Caravaggio...! La stanza della TV - compresa di 6 divani, 9 tavolini e sei scaffali (3 dei quali stracolmi di libri e DVD e gli altri 3 stracolmi di cavallini a dondolo!!!) ed infine la lavanderia!
Inoltre, è da specificare che, ogni pianerottolo della casa è provvisto di un tavolino su cui fanno bella mostra di se decine di portafotografie e che le pareti di tutta la casa sono pressoché inesistenti, poiché completamente tappezzate di quadri o oggettini di vario altro tipo!
Forse, sarò un po' esagerata, ma quasi quasi avrei preferito trovarci davvero un serial killer. Almeno avrei potuto buttare giù un po' di cianfrusaglie con la scusa di dover scappare e difendermi!
Questo accade negli horror movie, appunto.
Nella vita reale, una tipologia di "casa degli orrori" è quella di alcune persone facoltose e con il portafogli ad organetto.
Queste persone, hanno cosi tanti soldi, che non sanno cosa farne cosi cominciano a spendere a dismisura.
E dopo aver comprato 3/4 automobili, 2/3 motociclette, 9/10 case in giro per il globo, l'ultimo modello di I-phone, di I-pod, di I-pad e tutti i prodotti di elettronica esistenti, si danno alle spese "non-sense".
Nella fattispecie arredamento pacchiano e dal gusto decisamente discutibile.
Come mai quest'argomento?
Beh, Delia ieri e oggi ha accompagnato la sua mamma sul posto di lavoro. Ella si guadagna il suo meritato stipendio, facendo quello che una riccona sfondata e con la puzza sotto il naso non vuole fare all'interno della sua casa e per se stessa, ovvero le faccende domestiche.
Quindi, giacché la mamma di Delia non può permettersi di perdere il suo lavoro, si è portata la figlia con sé per farsi dare una mano.
Arrivate a destinazione, Delia si è guardata intorno ed ha pensato che dall'esterno la villa - circondata da tutto quel bel prato verde e curato - fosse favolosa... ovviamente avrebbe fatto meglio ad attendere di aver visto l'interno prima di formulare qualsiasi tipo di apprezzamento riguardante la suddetta...!
Insomma, la faccio breve, una volta entrata lo scenario che le si è parato davanti è stata non una graziosissima cucina, ma un insieme di paccottiglia ad adornare le pareti!!!
Varcata la soglia di questa cucina, ha scoperto il resto della casa-incubo.
Dopo una dispensa e un wc, un pianerottolo e delle scale in entrambe le direzioni: salita e discesa.
Ben presto Delia ha fatto la conoscenza dei 3 piani più mansarda della casa, dei 6 wc, della cantinetta, del giardino d'inverno, dei due studioli, dell'immensa camera da letto, della cameretta di una figlia (ormai residente nel nord Italia), della cameretta del figlio trentenne (residente in Australia) e dell'annesso salottino - compresa di batteria e due librerie con l'intera collezione del fumetto "Dylandog" - dell'immenso salotto in cui fanno bella mostra di sé persino antiche anfore giganti di chissà quale periodo storico e un quadro che credo sia possibile attribuibile al Caravaggio...! La stanza della TV - compresa di 6 divani, 9 tavolini e sei scaffali (3 dei quali stracolmi di libri e DVD e gli altri 3 stracolmi di cavallini a dondolo!!!) ed infine la lavanderia!
Inoltre, è da specificare che, ogni pianerottolo della casa è provvisto di un tavolino su cui fanno bella mostra di se decine di portafotografie e che le pareti di tutta la casa sono pressoché inesistenti, poiché completamente tappezzate di quadri o oggettini di vario altro tipo!
Forse, sarò un po' esagerata, ma quasi quasi avrei preferito trovarci davvero un serial killer. Almeno avrei potuto buttare giù un po' di cianfrusaglie con la scusa di dover scappare e difendermi!
giovedì 1 settembre 2011
Delirio
Volevo cominciare questo primo post in maniera differente.
Poi mi sono ricordata che effettivamente Delia e questo blog nascono per dare voce al caos che genera il delirio di questa sirena disperata.
Si, perché Delia è disperata.
Disperata e stanca.
Stanca di sorbirsi ciò che non augurerebbe a nessuno. Nemmeno al suo peggior nemico.
E' stanca di vivere una vita che non si era figurata in questo modo.
Non vuole più fare da scudo. Da spartitraffico. Da bilancia.
Fare da arbitro non le si addice. Lei è più un tipo da nuotate transoceaniche, con la sua fedele musica a rimbombarle nelle orecchie.
Libera. Ma, a differenza di molti altri, non vuole una libertà concreta. Quella - nei limiti del possibile - ce l'ha. Desidera più una libertà figurata. Astratta.
La libertà di una mente tranquilla e spensierata...
Poi mi sono ricordata che effettivamente Delia e questo blog nascono per dare voce al caos che genera il delirio di questa sirena disperata.
Si, perché Delia è disperata.
Disperata e stanca.
Stanca di sorbirsi ciò che non augurerebbe a nessuno. Nemmeno al suo peggior nemico.
E' stanca di vivere una vita che non si era figurata in questo modo.
Non vuole più fare da scudo. Da spartitraffico. Da bilancia.
Fare da arbitro non le si addice. Lei è più un tipo da nuotate transoceaniche, con la sua fedele musica a rimbombarle nelle orecchie.
Libera. Ma, a differenza di molti altri, non vuole una libertà concreta. Quella - nei limiti del possibile - ce l'ha. Desidera più una libertà figurata. Astratta.
La libertà di una mente tranquilla e spensierata...
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